L'ho postato su FB, lo posto anche qui. Detto tra noi, non ci contavo per niente e sapevo che non avevamo chances, ma ho deciso di parlarne 'pubblicamente'. Il Comune di Roma ha dato al nostro progetto (bando per spettacolo dal vivo, giovani fino a 35 anni, drammaturgia contemporanea...per sintetizzare) il punteggio 48/100. I primi hanno circa dai 75 ai 61. Il nostro progetto era molto bello. Però non ci hanno fatto rientrare (diciamolo: non ci fanno rientrare mai!). Ma se noi i requisiti ce li abbiamo, si presta allora attenzione a cosa? E' evidente, che tu sia una realtà già 'certificata'. Ma io chiedo: che senso ha finanziare realtà gia certificate come il Meta Teatro o la Cometa Off? Situazioni per carità validissime, ma che già hanno fior fiore di contatti lavorativi o che esistono da anni! Non hanno bisogno di essere sostenute, o per lo meno non possono essere le sole a godere dei soldi pubblici! Finanziate, per favore, anche situazioni meno note che non abbiano un giro d'affari o di pubblico. E soprattutto chi sono i 'giovani' (come da condizioni del bando) delle situazioni menzionate, coloro che verranno scritturati e per i quali già vedo che sono stati indetti dei provini? Il nostro era un progetto 'pensato' da giovani, curato drammaturgicamente da giovani e realizzato da giovani (attrici ancora sconosciute bravissime), cioè era un progetto dove i giovani non dovevano essere reperiti, ma ne erano l'anima pulsante. Mentre l'agé e curricolato avrebbe avuto la funzione di coordinatore e sostegno del loro lavoro. C'è una differenza tra 'destinato ai giovani' e 'realizzato da giovani'. Ed erano testi di drammaturgia contemporanea (come da richiesta del bando) straordinari, alcuni inediti, recitati secondo le modalità da noi tirate fuori dopo anni di vera ricerca (di cui nessuno si è accorto, chiaro, se uno ricerca non ha il tempo di andare a dirlo in giro, dovrebbero essere altri ad andare a curiosare. Chi lavora e senza fondi non ha tempo e strumenti per segnalarlo, sennò non starebbe lavorando). Quindi il punto è: quali sono i criteri? La visibilità? Ma se uno è già visibile, che bisogno ha di essere fatto emergere? Se c'è una crisi e bisogna 'non chiudere' porte e possibilità sennò la crisi peggiora, perché ignorare le situazioni meno 'famose'? Come si giudica un curriculum artistico? Dalla fama, o anche dai titoli (proprio diplomi, lauree, maestri, gavetta e apprendistato) e i contenuti (testi affrontati, idee, capacità organizzative in situazioni di continua emergenza)? Bisogna essere 'trendy' per forza?
IN UNA PAROLA: NON SI POTREBBE AVVIARE UN DIBATTITO SERIO SUI PARAMETRI?